... RICORDI ...EMOZIONI ... FRAMMENTI DI VITA ...

domenica 25 maggio 2014

QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO poesia di Peter Handke



Quando il bambino era un bambino.
se ne stava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente;
e questa pozza,il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d'essere un bambino.
Per lui tutto aveva un'anima,e tutte le anime erano tutt'uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un'opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli,
e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino,
era l'epoca di queste domande.
Perché io sono io,e Perché non sei tu ?
Perché sono qui e non sono lì ?
Quando è cominciato il tempo e dove finisce lo spazio ?
La vita sotto il sole è forse solo un sogno ?
Non è solo l'appartenenza di un mondo davanti a un mondo, 
quello che vedo,sento e odoro ?
C'è veramente il male e gente cattiva ?
Come può essere che io , che sono io ,non c'ero prima di diventare bambino.
E che un giorno , io che sono io , non sarò più quello che sono ?


Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mele,
ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano,
come solo le bacche sanno cadere, ed è ancora così. 
Le noci fresche gli raspavano la lingua,ed è ancora così.
A ogni monte,sentiva nostalgia di una montagna ancor più alta ,
e in ogni città, sentiva nostalgia di una città ancor più grande .
E questo , è ancora così.

Sulla cima di un albero,
prendeva una ciliegia tutto euforico , com'è ancora oggi.

Aveva timore davanti ad ogni estraneo,
e continua ad averne .

Aspettava la prima neve e continua ad aspettarla.


Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l'albero un bastone,
come fosse una lancia.

E ancora continua a vibrare .

domenica 18 maggio 2014

E SE DIO SI OFFENDE ?



Premesso che quando parlo di Dio intendo riferirmi a quell'entità suprema , a quell'essere superiore e infallibile che ritroviamo in ogni religione,che viene amato e onorato con modi diversi ma con la stessa abnegazione,con la stessa speranza .
L'uomo ha bisogno di un mito cui affidare la propria esistenza, di rendere qualcuno responsabile degli accadimenti perché la casualità del vivere trovi un senso , una sua forma di razionalità.
Pochi hanno la saldezza interiore  per affrontare da soli le asperità e superare gli ostacoli con la sola forza delle proprie convinzioni ; è più comodo attribuire al volere del fato i nostri errori , le nostre mancanze e le nostre pigrizie.
Ma cosa succederebbe se un giorno Dio si offendesse dei nostri comportamenti meschini; a ben pensarci abbiamo disatteso tutte le aspettative che questo giudice esigente che troppe volte abbiamo deluso con le nostre follie e intolleranze.
Egli,chiunque sia , è disponibile al perdono se il nostro ravvedimento è convintamente sincero ma diventa un muro altissimo quando reiteriamo l'errore anteponendo il nostro egoismo al bene collettivo .
Sappiamo tradire i sentimenti migliori , la solidarietà ad esempio ; meglio voltarsi di lato e non guardare, ci pensi qualcun altro...
L'accoglienza ? Non spalanchiamo le braccia in un abbraccio fraterno a chi è diverso da noi per razza o disabilità ...perfino diverso per sessualità .
Chi siamo per giudicare gli altri se Dio stesso non lo fa ?
Amore per il prossimo è amore , non ci deve importare in quale forma , deve importare la qualità e la quantità d'amore che possiamo esprimere .
Non c'è peggior furto che rubare le aspettative a chi ci è simile, affine; a chi si è fidato di noi .
Credo che questi pochi esempi bastino .
Se Dio si offende
 e ci condannasse a una buia notte , dove le tenebre fossero tanto spesse da essere impenetrabili,da non consentirci nemmeno un passo , intrappolandoci nella nostra misera vita priva di speranza.
Se Dio si offende 
cancellerebbe le gioie del mondo, via i colori , le note , le parole e i sentimenti ; resteremmo basiti come statue , corpi a cui è stata sottratta l'anima , freddi e inanimati,a cui nessuno donerebbe una carezza, al più un giudizio estetico.
Se quel Dio si offende
 sarà la fine dell'umanità e sarà stata solo colpa nostra, non potremo incolparlo di nulla , sarà il prezzo che dovremo pagare per la nostra arroganza  la nostra irriguardosa, irriconoscente offesa alla saggezza .


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giovedì 8 maggio 2014

ERA DI MAGGIO



A volte affiorano nella mente lontani ricordi , senza una ragione , spontanei .

Avevo dieci anni , le prime lucenti giornate di sole e nell'aria profumo di rose ; erano gli ultimi giorni di scuola e già si pregustavano le vacanze estive , lunghi giorni in cui il solo imperativo era divertirsi , nella massima libertà .
Avevo un'amica del cuore , Evangelina e con lei finite le lezioni tornavamo a casa attraverso i campi , perché di spazi chiusi dopo cinque ore in aula ne avevamo piene le tasche , non che questo abbreviasse il cammino ma certamente lo rendeva più piacevole ; mentre si camminava si facevano progetti per il pomeriggio e si raccoglievano gialli ranuncoli e rossi papaveri ; in mezzo al grano c'erano dei fiori bianchi delicati di cui tutt'oggi ignoro il nome , quasi che se lo sapessi perdessero la loro bellezza.
Arrivate a casa venivamo puntualmente sgridate per il ritardo , lei dalla madre , io dalla nonna ; ma l'indomani lo avremmo rifatto ; birichine si nasce !
Pranzo veloce , sbrigati i compiti a casa a velocità supersonica ...appuntamento in cortile ; ai tempi si giocava alla settimana , in alcuni posti conosciuta anche come campana ; tutto quel che serviva era un pezzo di gesso e un ciottolo , altro che playstation ; nascondino; improvvisavamo campionati d'atletica , corsa, salto in lungo , staffetta ...e ogni cosa la nostra fantasia ci suggerisse ; non esistevano ,numerosi come ora , bimbi obesi ; per forza non stavamo fermi un attimo ; all'imbrunire il richiamo dalle finestre .  "Andiamo, è ora di venire a casa "
Questo decretava la fine dei giochi , quasi ora di cena ma prima, dopo tutto quel daffare un bel bagno era indispensabile , tassativo .
Non dico che mi addormentavo sul piatto ma non c'è mai stato bisogno che mi venisse detto di andare a letto ; partivo con già indosso il mio pigiamino, sotto le coperte pronta per sognare .
E il giorno dopo si ripeteva questa magia chiamata infanzia ; la mia fu felice e  sono grata a chi l'ha resa tale .

                                                  
                                                     ...un giorno di Maggio .

mercoledì 30 aprile 2014

IL RITORNO DI MAGDA



Magda chiuse la finestra e rientrò in cucina,anche quella era dipinta di fresco,però lei aveva chiesto all'imbianchino che la prima parte della parete, da terra, fosse tirata " a olio ",come era un tempo nella sua vecchia casa d'infanzia.Si usava ridipingere mezza parete a smalto , per poterla poi pulire più facilmente , passandoci sopra un panno umido.
Magda sfiorò con la punta delle dita la pittura nuova e lucente.
Immaginò la piattaia appesa con tutte le pentole e i coperchi di rame che s'era portata.
Sedette , con addosso ancora il cappotto; trasse dalla borsa pane e frutta e cominciò a mangiare.
" Si eccomi-diceva a se stessa,a voce alta-la vita alle spalle,però ora sono qui,ho coronato il sogno della mia vita.Tornare a vivere dove sono le mie radici ...e tutti  mi davano per pazza,dicevano che no ce l'avrei mai fatta ...li inviterò uno per uno...vengano a vedere come ci sono riuscita !
E' bello sentire tutta questa energia e sapere già cosa farò domani ...e dopodomani.
Come sarà il mio far la spesa , il mio tempo libero,il mio camminare.
Davvero non ho paura di nulla in questo mio rivivere .
Subito comprerò vasi e terra per infiorare  balconi e logge.
Non vedo l'ora di vedere le mie lenzuola sventolare al sole e magari tutt'attorno piante di lavanda e piccole rose in fiore.
" Madre,madre ...sono tornata..."
Magda gioiva,alcune lacrime le corsero sulle guance.
Non avrebbe mai immaginato che la sua vecchiaia le potesse apparire così lieta.
Pensò a chi aveva perso lungo il cammino e vide tutti e tutto lontanissimi ;
tolse il cappotto e ricominciò a sognare .


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domenica 13 aprile 2014

IL CONIGLIO LADRO FIABA AFRICANA







Un giorno Kalulu il coniglio stava guardando i piccoli di Soko la scimmia che giocavano fra gli alberi; ogni scimmietta tratteneva il fratello tenendolo per il collo , come un prigioniero.
Kalulu pensò che poter far questo poteva servire a tante cose ; lui non aveva una coda lunga , ma avrebbe potuto intrecciate le liane della foresta in un nodo.
Nei giorni seguenti numerosi animali rimasero impigliati così nella foresta,riuscendo a scappare con gran difficoltà.Pensavano che fosse un caso, ma in realtà era Kalulu che sperimentava la sua trappola fatta di liane .

Qualche giorno dopo Polo l'elefante decise di fondare un nuovo villaggio e , essendo il re degli animali,convocò ogni essere vivente della foresta perché lo aiutasse a costruire il villaggio.
Vennero tutti,eccetto Kalulu che però aveva sentito l'odore delle buonissime bacche che le mogli di Polo stavano preparando per la sua cena ,e quando le bacche si furono raffreddate, Kalulu uscì dal suo nascondiglio e se le mangiò tutte.
Polo diventò furioso quando tornando a casa scoprì che tutte le sue bacche erano state rubate.
Chi aveva osato rubargli il pranzo ?

Il giorno dopo Polo chiese al leone di appostarsi vicino alla sua casa,e di saltare addosso al ladro quando fosse arrivato. ma Kalulu era nascosto fra i cespugli e sentì tutto, così passò la notte a preparare un enorme nodo, che mise vicino alle  pentole .
Il mattino seguente , mentre gli animali stavano lavorando al nuovo villaggio, Kalulu uscì all'aperto e cominciò a mangiare le bacche di Polo,con un occhio dove era appostato il leone.Una volta finito il pranzo Kalulu fuggì,e Ntambo il leone cominciò ad inseguirlo. Kalulu passò attraverso il nodo che aveva costruito ,e quando Ntambo lo seguì fu intrappolato e issato a mezz'aria , dove si agitò e sbraitò fino a sera, quando gli altri animali ritornarono al villaggio e lo videro appeso. Ntambo si vergognava troppo a dire che era stato intrappolato da un coniglio,così disse semplicemente che qualche animale sconosciuto l'aveva intrappolato.

Il giorno dopo fu il turno del bufalo M'bo di sorvegliare le bacche del suo re, ma Kalulu aveva messo un grande nodo tra due palme.
Quando finì di mangiare e iniziò a scappare , il bufalo lo inseguì, ma il coniglio lo attirò verso le due palme ,e quando il bufalo vi passò rimase intrappolato nel nodo ed appeso a mezz'aria , dove sbraitò e si agitò fino a sera , quando gli altri animali tornarono e lo trovarono appeso.
Anche M'bo si vergognava a dire che era stato sconfitto da un coniglio chiedendosi cosa avrebbero pensato di lui gli altri animali.

Poi fu il turno del leopardo,della lince,del rinoceronte e dello sciacallo ; Kalulu continuò a rubare le bacche di Polo e a far cadere gli animali messi a guardia nelle sue trappole .

Alla fine Nkuvu la tartaruga ,che era più saggia degli altri,andò privatamente da re Polo e disse: " Fammi cospargere di sale dalle tue mogli e mettimi in mezzo alle bacche, così prenderò il ladro."
Il giorno dopo NKuvu fi , in gran segreto , cosparsa di sale e nascosta fra le bacche .
Il coniglio fannullone voleva di nuovo mangiare a sbafo,e dolo avere collocato il suo nodo,saltò in mezzo alle pentole,mentre tutti gli animali erano a lavorare e cominciò a mangiare.Pensava che le bacche erano ancora più buone delle altre volte, avevano un delizioso sapore salato.prima che potesse finire Nkuvu l'aveva afferrato per un piede e quando gli animali tornarono dal nuovo villaggio Kalulu era ancora prigioniero.

Quando gli altri animali videro chi era in realtà il ladro,decisero di ripagarlo allo stesso modo in cui erano stati trattati.
Per sei giorni rimase senza mangiare,e per ogni giorno dovette rimanere appeso ad un albero con un nodo.
Quando la punizione finì il coniglio era così magro che gli animali si impietosirono e lo lasciarono andare,avvisandolo che era meglio lavorare per mangiare piuttosto che rubare e che se un ladro può scappare una volta ,di sicuro prima o poi sarà catturato .


                                                       per bambini e non solo 




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martedì 1 aprile 2014

UN GIORNO IN UN PRATO





Al centro di un prato incolto, dove solo le ortiche parevano a proprio agio , si ergevano le vetuste strutture di un Luna Park in disuso , abbandonato alle intemperie , dove il suono non era più la musica delle giostre ma quello del vento ; i colori gocciolavano di malinconia , non si udivano più le risate dei bambini , ne i richiami dei giostrai " Tre tiri cento lire , signorina vuole provare ?".C'era il venditore di palloncini che te ne legava uno al polso , perché non volasse subito in cielo , chi faceva i pop corn, il carrettino dei gelati e il chiosco delle bibite ; ma più di tutto c'era tanta allegria senza distinzione fra piccoli e adulti.
Le macchinine dell'autoscooter giacevano abbandonate e rugginose, ridotte a ferraglia.Il labirinto degli specchi desolante; vetri scheggiati o infranti non avrebbero consentito a nessuno di divertirsi a cercare l'uscita passando fra specchi convessi o concavi che ti rimandavo l'immagine di te grasso grasso o magro e spilungone e ci facevamo le smorfie più buffe .
La giostrina dei più piccoli con i cavallucci,i cigni,le barchette e le finte moto, che faceva cinque giri in tondo dondolando .
E tunnel degli orrori con i finti scheletri di plastica,le ragnatele tessute di filo,teschi sparsi e streghe imbruttite e scarmigliate, vecchi stregoni che rimestavano paioli con fumanti intrugli , ora tutto questo era immobile e polveroso, le assi delle scenografia , sbilenche e ondeggianti al primo battito d'ali di un corvo di passaggio.
Poco più avanti quel che restava del trenino dell'amore, ottima scusa per un fugace bacio e un abbraccio , con i vagoncini dalla tappezzeria sdrucita, piena di strappi e buchi ; nessuno si bacerà più in tanto squallore .
Un bambino che si aggirasse ora fra tanta mestizia non crederebbe mai  quanta vita e spensieratezza si respirasse un tempo in questo mondo incantato,dove la fantasia si sostituiva alla realtà ; penserebbe che gli sto raccontando una favola ...forse è proprio quello che ho fatto , gli ho narrato un vecchio sogno che non si ripeterà .



                                                                     ROSS 

mercoledì 26 marzo 2014

CANZONE DI VIAGGIO di HERMANN HESSE




Canzone di viaggio
poesia di Hermann Hesse 


Sole,illumina il mio cuore,
vento, disperdi le mie pene e i miei lamenti.

Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non andar lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi,
il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
disguido festoso i miei sensi.

E così,ogni nuovo giorno mi deve nuovi amici,
finché ,lieto,posso con tutte le forze celebrare
e di ogni stella diventare ospite e amico.


                                           dedicato a un viandante a me caro .

lunedì 17 marzo 2014

HO BISOGNO DI UN ATTIMO





















Ho bisogno di un attimo, mi basta quello,
per guardarti negli occhi.
Ma se tu non me lo concedi,io non posso farlo.

Ho bisogno di un attimo, mi basta quello
per parlarti sussurrandoti all'orecchio.
Ma se tu non mi ascolti, è tutto inutile.

Ho bisogno di un attimo, ti ruberò sollo quello,
per parlarti dolcemente.

Ma se tu non ci sei
il mio attimo è perso per sempre .

venerdì 7 marzo 2014

SFIORIRE

















Sfiorisce lentamente il mandorlo
affida i petali alla terra
con leggerezza
 colorandola un ultima volta 
aspettando che arcigni 
duri gusci 
diventino dolcissimi frutti .







venerdì 21 febbraio 2014

CIAO



Ciao Roberto ,
i nostri cammini erano diversi
ma non mancava modo di sapere l'uno dell'altra ...
ora ci hai lasciati soli 
soli a ricordare i tuoi sorrisi aperti e la gioia che illuminava il tuo volto quando parlavi dei tuoi bellissimi figli che ancora avevano bisogno di te.

Addio Roberto è stato un onore .



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martedì 11 febbraio 2014

STOP STOP ...FERMA !



Stop
fermiamo il mondo
solo per un breve periodo di tempo
in modo da scoprire
come prevedere.

Fermiamo almeno per un pò
questo continuo movimento
la Terra non sarà stanca ?.

Fermiamo non il tempo
ma lo spazio
capiamo la materia di cosa è fatta.
Mettiamo in pausa questo progresso regresso
senza riavvolgere il nastro
facciamo riposare
senza che i poli rovescino la situazione.

Non accadrebbe nulla di male
se fosse solo per un istante giustificato
qualcuno prendesse in mano la situazione
la sua mano solleverà la materia
eviterà la distruzione...

e poi...puff...
stop
come se non fosse mai successo...
...non ne avremo più memoria .


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domenica 2 febbraio 2014

LO STRANO FIORE





In un tempo lontano,in una bella distesa di grano , nacque un nuovo fiore.
Era diverso da tutti gli altri, e le spighe ,con il loro dolce ondeggiare,cullate dal vento lo guardavano con diffidenza "un estraneo fra noi " dicevano "che sciagura, rovinerà lo splendido panorama che solo noi riusciamo a creare ! "
A volte lo prendevano in giro , la spiga Gina diceva : " Ma guardati sei proprio strano ,sei troppo giallo,sarai malato?" .
E il fiore dal lungo stelo,si sentiva sempre più solo,sempre più triste e mentre cresceva la sua testa si chinava in basso ,per la vergogna di essere diverso.
le spighe, vedendo che il nuovo arrivato non si difendeva neanche, presero ancora ad elogiare le loro qualità una volta raccolte,facendo sentire il nostro fiore ancora più inutile .
Dicevano in coro:" con i nostri frutti si fa la farina,con la farina si fanno i biscotti le torte e pure la pasta asciutta di cui ogni creatura ne va ghiotta !" e le spighe gemelline gli dicevano :" e tu ,dicci un po , a cosa servi ? Secondo noi proprio a niente !"
E lo strano fiore si chinava sempre più a guardare la terra !
Ma un giorno passò di lì una donna con il suo bambino , e le spighe eccitate dai complimenti che sapevano avrebbero ricevuto,si sussurravano l'un l'altra a bassa voce : " coprite il buffo fiore , di modo che non lo possano vedere  !".
Ma il bambino curioso notò lo strano fiore fra le spighe di grano,fece avvicinare la sua mamma , e le chiese :" Mamma cos'è questa pianta ,a che serve , perché è così china ?".
La donna riuscì a vedere attraverso la sua solitudine e si commosse ,versò una lacrima che finì proprio al centro del cuore del giovane fiore , che sentì per la prima volta un'emozione d'amore , " E' il girasole,il più bel fiore", disse la mamma , " è nato per caso tra le spighe di grano e non sentendosi accettato ha chinato il capo, forse non sa che i suoi tanti fratelli sono talmente belli e talmente fieri da avere il capo eretto per guardare in faccia il sole.
e poi , piccolo mio , immagina che questa distesa di grano sia una bella pastasciutta condita da un filo di olio , il frutto del suo girasole "
Da allora il girasole alzò il capo per guardare il sole da mattina fino a sera,
ma senza rancore per le sorelle spighe , che chiesero perdono per il male causato ma sopratutto capirono che un fiore non è peggiore solo perché diverso, che ogni creatura porta dentro di se la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza , e che invece di canzonarlo per tanto tempo avrebbero semplicemente potuto aiutarlo .  

martedì 21 gennaio 2014

SE VIVERE ...




Se vivere vuol dire lasciarti libero
allora preferirei morire...
ma il mio vivere è sapere di te
delle tue gioie
delle tue speranze
del tuo essere sereno
del bene che ti circonda
...nell'amarti da lontano
nascosta nel mio eterno sguardo
rivolto solo verso di te.






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mercoledì 15 gennaio 2014

QUESTA NOTTE



















Questa notte lascerò che sia il buio a cullarmi
con il suo silenzio
e con le sue stelle a ricordarmi che esiste sempre la luce,
che brilla e che indica il cammino,
chiunque noi siamo .




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lunedì 6 gennaio 2014

E POI CI SONO GIORNI ...

E poi ci sono quei giorni difficili,
quei giorni in cui a stento riesci a trattenere le lacrime.
Quei giorni in cui aspetti che arrivi sera e scoppi in lacrime sotto le coperte , in silenzio , cercando di non far rumore ,
aspetti che il sonno arrivi ,per smettere di pensare almeno un po ,
poi la mattina  seguente ti svegli e indossi il tuo sorriso più bello e fingi ,
fingi di essere felice , di star bene .
Questo significa essere forti , 
le lacrime versate in silenzio 
sono le più vere .

venerdì 3 gennaio 2014

OGNUNO DI NOI




Ognuno ha una favola dentro
che non riesce a leggere da solo 

ha bisogno di qualcuno che
con la meraviglia e l'incanto negli occhi
la legga
e gliela racconti.


                                                    Pablo Neruda



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martedì 31 dicembre 2013

PERCHE' ?



... è d'obbligo avere buoni propositi
ma perché solo a fine d'anno ?

buona lettura
 perché per affrontare il mondo non servono lussuose vesti 
ma semplici pensieri ;
buona musica ,
 nessuno pensi che siano solo note...
...è l'armonia che culla il mondo 
 osserva un delicato dipinto o una scultura
non vergognarti delle emozioni 
 apriti ai sogni 
...buona vita ,
la speranza non sfoglia il calendario...
per lei è sempre il giorno dopo .
Quello che vorrei non vi mancasse mai sono
speranza
 e fiducia
e un sorriso in volto .




                                                             Buon Anno .


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giovedì 26 dicembre 2013

IN MEMORIA DI UNA ROSA


Salutò
il freddo sole del mattino
per l'ultima volta
e poi la rosa,
lacrimando lentamente petali e brina,
si preparò a morire .




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lunedì 23 dicembre 2013

NINNI



In un grande bosco
ai piedi di una enorme quercia, erano nati nella notte tanti bei funghetti .

Fra tutti quei funghi,nascosto sotto una montagna di foglie secche,spuntava un piccolissimo funghetto, era nato da poco tempo,aveva un gambetto esile e un grande cappello viola in testa a palline gialle.

A vederlo era molto carino ma molto timido, continuava a nascondersi facendo in modo di non farsi notare da nessuno così se ne stava zitto e muto sotto le foglie .

Gli altri funghi ,belli forti,
erano stati colti la mattina , sistemati in bei cestini di paglia e portati a casa per farne buoni manicaretti.

Lui, il funghetto Ninni si era vergognato di farsi vedere , si era nascosto ancor di più , così non fu visto e rimase tutto solo,all'ombra della quercia .

martedì 17 dicembre 2013

ERA DI PER SE...di PAOLA VINCENTI



Era di per se una persona complicata.
Complicata nei gesti,nei ragionamenti,nel dire parole,perfino nell'abbracciare.
era una di quelle persone che,a vederla,sembrava avere lottato contro qualcosa e ora,ora voleva solo restare in piedi pur essendo persa.Era una di quelle persone complesse nel sorridere , sempre con i piedi per terra ma con la testa e il cuore altrove.
Complicata perché non vedeva solo un colore,ma tutte le sfumature,complessa perché non sapeva accontentarsi,non più.Perché aveva gli occhi vestiti di anima e la pelle ruvida ,ma sulle sue mani scivolavano lo stesso le carezze.
Complicata perché i suoi pensieri non erano quasi mai leggeri,molte volte pesavano,schiacciavano,ma poi,cullavano tra le note di canzoni lontane,ascoltate,ricordate.
Complicata perché continuava a cercare sorrisi,senza stancarsi.Perché li distingueva .Perché diceva di non farcela, ma poi,con sorpresa si rialzava e non si sa come,ce la faceva sempre. Complicata perché non si apriva a tutti,ma solo davanti a un paio di occhi sinceri.Senza scomporti anima e corpo era in grado di entrare delicatamente nel cuore,senza rumore,senza far male.
Ma la sentivi ugualmente,perché era in grado di toccare e farne vibrare delicatamente con pure emozioni le corde di questo.
Complicata perché chiedeva con gli occhi e non con le parole,così maledettamente incomprensibili .
Proteggeva e conosceva l'estrema dolcezza dell'amare,caricava sulle spalle il peso del giorno,per poi confidarne ogni segreto alla notte.Sapeva proteggersi dai temporali improvvisi. Spesso si allagava ,ma continuava a respirare,senza affondare.
Era di per se una di quelle persone che tu non diresti subito:sono belle.
Forse perché la complessità spaventa,atterra,ti lascia così:impreparato.
Di fronte alla banalità e a una vita consacrata ormai a cose frivole,scontate,prive di sapore,ecco lei riusciva a donargliene,anche quando tutto sembrava arido come il deserto.Secco e spento come le giornate piovose.Riusciva a spezzare la monotonia del grigio e a dare colore e sapore :
Quello dei sogni color del cielo,
delle praterie color della speranza,
del rosso color delle labbra,
dell'amore color della vita...


Ho voluto condividere con voi queste parole, le sottoscrivo,ne colgo il messaggio di speranza,un incentivo a continuare a volgere lo sguardo in avanti qualunque cosa possa succedere fuori e dentro di noi .

Grazie Paola, un onore esserti amica .